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Posted By Sensei on giugno 28th, 2010

“Gente come noi, che crede nella fisica, sa che la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione ostinatamente persistente.”
Albert Einstein

 

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Impermanenza e Attaccamento

Posted By Sensei on maggio 27th, 2010
Noi siamo il Tutto / We are the Whole

Noi siamo il Tutto

Ognuno di noi soffre.
Soffriamo a causa del nostro attaccamento a cose, idee e beni materiali che nulla hanno a che fare con la nostra vera essenza.

Nulla oltre la vera consapevolezza dell’io appartenente al tutto può dare vera felicità.
Nulla oltre l’amore universale che ne scaturisce può dare vera serenità d’animo.

Tutto ciò che possiedi è un fardello, se ti è utile vivilo comunque con distacco.
Tutto il denaro che hai è illusione di valore, perchè nulla ha più valore della consapevolezza e dell’illuminazione.

Quindi di fronte alla cattiveria umana, alla violenza, all’odio, alla rabbia, all’ignoranza, al desiderio, all’invidia e ogni sentimento ed emozione negativa che alberga in te e ti circonda, distaccati con compassione.

Osserva con compassionevole distacco che ogni cosa è impermanente, la tua casa, il tuo nemico, la tua stessa sofferenza.
Così perderai l’attaccamento alle cose dannose e inutili per il tuo cammino verso l’illuminazione e diventerai un Buddha.

Dino Olivieri

Le Quattro Nobili Verità

Posted By Sensei on dicembre 10th, 2009

Buddha Shakyamuni, foto di pubblico dominio scattata da Heinrich Damm

Buddha Shakyamuni


1. Dukkha: “Esiste la sofferenza esistenziale”.
Nella vita dell’Uomo è insita una sofferenza di tipo esistenziale: essa affligge l’Uomo a motivo dell’impermanenza della situazione esistenziale che lo accompagna dalla nascita e per effetto della sua nascita immersa nel “samsara”.
Questa sofferenza esistenziale si rivela ed è percepita non solo quando si constata l’ineluttabilità di malattia, vecchiaia e morte, ma anche quando si è costretti al contatto con ciò che non si ama come, ad esempio, contatti, connessioni, relazioni, interazioni con persone, cose od eventi che ci dispiacciono.
Ma non solo in questi casi: la sofferenza esistenziale si rivela ed è percepita anche quando si è costretti alla separazione da ciò che si ama, come quando uno è privato di visioni, suoni, odori, sapori o sensazioni tattili desiderabili, gradevoli, attraenti, oppure come quando uno non riesce ad ottenere contatti, connessioni, relazioni, interazioni con persone, cose od eventi che producono il suo bene, il suo benessere, il suo agio, la sua libertà dalla schiavitù, od infine quando uno debba subire la forzata separazione da madre, padre, fratelli, sorelle o da amici, compagni, parenti amati. La frustrazione dei desideri è una delle più usuali percezioni del “dukkha”, della cosiddetta “sofferenza esistenziale”.
Più in generale, la constatazione che viene fatta nella “Prima Nobile Verità” è che esiste nella vita dell’Uomo una sofferenza esistenziale associata all’impermanenza di tutte le cose, al fatto che ogni cosa è destinata a finire.

2. Samudaya: “Esiste un’origine della sofferenza esistenziale”
La sofferenza esistenziale non è colpa del mondo, né del fato o di una divinità; né avviene per caso.
Ha origine dentro di noi, dalla ricerca della felicità in ciò che è transitorio, spinti dal desiderio (trsna, in pali: «tanha» o «brama») per ciò che non è soddisfacente. Si manifesta nelle tre forme di kamatrsna o «desiderio di oggetti sensuali»; bhavatrsna o «desiderio di essere»; vibhavatrsna o «desiderio di non essere».

3. Nirodha: “Esiste l’emancipazione dalla sofferenza esistenziale”
Per sperimentare l’emancipazione dalla sofferenza esistenziale, occorre lasciare andare trsna, l’attaccamento alle cose e alle persone, alla scala di valori ingannevoli per cui ciò che è provvisorio è maggiormente desiderabile.

4. Magga (pali) o Marga (sanscrito): “Esiste un percorso di pratica da seguire per emanciparsi dalla sofferenza esistenziale”.
È il percorso spirituale da intraprendere per avvicinarsi al nibbana.
Esso è detto il «Nobile Ottuplice Sentiero»

Meditazione alla Calma - Respiro in 4 Fasi

Posted By Sensei on aprile 16th, 2009
Bodhidharma, by Yoshitoshi, 1887.

Bodhidharma, by Yoshitoshi, 1887.

A chi, di tanto in tanto, non capita di essere particolarmente agitato o ansioso?
Talvolta purtroppo ci capita addirittura di fronteggiare situazioni ancora più critiche, come attacchi di panico, rabbia o stati emotivi tipici della depressione.

Se siamo in grado di riconoscere l’insorgere di certe situazioni del corpo-mente siamo già a buon punto.
Il secondo passo è sforzarsi di controllare positivamente queste emozioni negative con, ad esempio, un semplice esercizio di respirazione:

  1. inspiriamo lentamente con il naso contando (con la mente) fino a 5 e concentrandoci sul respiro e la scansione dei numeri
  2. tratteniamo il respiro contando con la mente fino a 5 e concentrandoci sui numeri e il battito del nostro cuore (che presto si farà sentire calmo e profondo)
  3. espiriamo lentamente attraverso le labbra appena dischiuse e contando fino a 5 con la mente
  4. tratteniamo il vuoto dei nostri polmoni contando nuovamente fino a 5
  5. ripetere al punto 1 fino al raggiungimento di una calma piena e soddisfacente

E’ importante che ci si concentri sui numeri che diciamo mentalmente e sul nostro cuore. Così facendo impediamo alla nostra mente di pensare ad altro. Questo perchè è già abbastanza impegnativo contare, sentire il proprio cuore e controllare il proprio respiro.

Nel momento in cui la vostra mente riprenderà a pensare ad altro e specialmente a pensieri che innescano emozioni negative non scoraggiatevi. Guardate con distacco questi pensieri transitare e distogliete con fermezza l’attenzione riprendendo a controllare il respiro, a contare e a sentire il vostro cuore.

Nel ripetere l’esercizio possiamo allungare ogni singola fase contando più lentamente oppure contando fino a 6, 7, e fin dove ce la sentiamo.

Collegamenti esterni

http://it.wikipedia.org/wiki/Meditazione
http://en.wikipedia.org/wiki/Meditation