Cosa useresti per estinguere un rogo? Acqua o ancora più fuoco?
Così, è solo l’amore che può estinguere l’odio.
(Dino Olivieri)
Dhammapada - Capitolo IV - Fiori
44. Chi è in grado di andare al di là
di questo mondo
e del mondo della morte
con tutti i suoi dei?
45. Tu stesso lo sei,
scegliendo il cammino luminoso del dhamma
con la stessa cura
con cui un giardiniere
sceglie i fiori più belli.
(continua…)
“Ah sì?” Hakuin Ekaku Zenji
Il maestro Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari.
Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mando’ i genitori su tutte le furie.
La ragazza non voleva confessare chi fosse l’uomo, ma quando non ne pote’ piu’ di tutte quelle insistenze, fini col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro, lo insultarono e gli imposero di mantenere la ragazza e il bambino.
“Ah sì?” disse lui come tutta risposta.
Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin.
Ormai il monaco aveva perso la propria reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupo’ del bambino e della giovane con grande sollecitudine.
Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Si mise inoltre a intrecciare un maggior numero di stuoie per poter mantenere i due nuovi venuti.
Dopo un anno la giovane - annoiata di vivere con Hakuin - non resitette piu’, si pentì e disse ai genitori la verita’: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza, cosi come anche i vicini, andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino e la giovane.
Hakuin non fece obiezioni.
Nel cedere il bambino, tutto quello che disse fu: “Ah si?”.
I Movimenti ZENTAO - mappa originale disegnata a mano - Dino Olivieri
Dieci passi verso l’illuminazione
Compirò il primo passo provando compassione per ogni essere vivente.
Muoverò il secondo passo non causando più male o danno all’universo.
Compiendo il terzo passo mi libererò dai tre veleni della mente: l’illusione, il desiderio e la rabbia.
Con il quarto passo inizierò a discernere meglio ciò che è veramente giusto e ciò che è veramente sbagliato.
Il quinto passo mi insegnerà che ogni dicotomia è falsa e vuota. Il bene e il male, l’io e il mondo esterno, il bianco e il nero, sono tutte astrazioni della mente.
Il sesto passo mi allontanerà dalla bramosia e dalla avidità portandomi verso la generosità, il senso di giustizia e la creatività vitale.
Con il settimo passo dimenticherò l’egoismo, l’orgoglio e la falsa umiltà per agire con vero onore e perenne generosità.
L’ottavo passo mi insegnerà che la felicità è il dinamico mantenimento di un equilibrio, con amorevole distacco.
Il nono passo mi insegnerà a cancellare la sofferenza personale con il non attaccamento e ad alleviare la sofferenza del prossimo con un profondo amore sincero e disinteressato.
Il decimo passo mi riunirà al tutto, per farmi rinascere ancora sulla via della perfezione, una via senza inizio né fine.
Qui ricomincerò a camminare per altri dieci passi, perfezionandoli sempre più, per raggiungere qui, nell’eterno presente che cambia, l’illuminazione.
(libero adattamento del “Voto dei 10 passi” dei seguaci del Ch’an Tao Chia)
Dhammapada - Capitolo I - I Versi Gemelli
1. Tutto ciò che siamo è il frutto dei nostri pensieri: è fondato sui nostri pensieri, è fatto dei nostri pensieri.
Se un uomo parla o agisce con pensieri malvagi, la sofferenza lo seguirà, come la ruota segue il passo del bue che traina il carro.
2. Tutto ciò che siamo è il frutto dei nostri pensieri: è fondato sui nostri pensieri, è fatto dei nostri pensieri.
Se un uomo parla o agisce con pensieri puri, la felicità lo seguirà, come l’ombra lo segue ogni giorno.
(continua…)
Dhammapada - Capitolo II - La Consapevolezza
21. La consapevolezza porta alla vita eterna,
l’inconsapevolezza conduce alla morte.
Il risvegliato alla vera natura non può morire veramente.
L’inconsapevole è un corpo vivo e una mente morta.
22. Il saggio è colui che comprende
e nella consapevolezza ha la sua gioia,
gioia che ritrova nella via dei Buddha.
(continua…)
Dhammapada - Capitolo III - La Mente
33. Come il fabbro raddrizza una freccia,
così il saggio governa i suoi pensieri,
per loro natura instabili, irrequieti
e difficili da controllare.
34. I pensieri fremono e si dibattono
per sfuggire alla morte
come pesci tolti alla loro dimora liquida
e gettati sulla terraferma.
(continua…)
Io devo risvegliarmi!
Agire e pensare nel privato in un modo e proclamare e sbandierare in pubblico il contrario è sintomo di una malattia mentale grave: si chiama sdoppiamento della personalità, o più semplicemente vivere in una costante menzogna.
E siccome la falsità, l’illusione e l’ipocrisia sono divenute le pratiche più diffuse nel nostro mondo ciò significa soltanto che siamo, seppure in diversa misura, tutti folli, pazzi, dissociati mentali appunto.
Pensiamoci. Siamo educati, ingozzati fin da piccoli da mille rivoli fetidi di educazione perniciosa, a considerare buono e normale ciò che è folle e assurdo.
Accumuliamo, odiamo il nostro prossimo, veniamo infarciti di cultura della violenza e di mille paure, ci illudiamo continuamente, maceriamo nella rabbia e nella insoddisfazione, gonfiamo il nostro stupido inesistente ego di milioni di assurdi desideri, roviniamo esistenze col cancro dell’invidia, e inappagati sprofondiamo nell’ira, nella frustrazione e spesso nel buco nero della depressione.
Tutto ciò è forse normale?
E’ normale un mondo che decanta il possesso, il potere, la forza, il desiderio e l’illusione? O è un mondo forse mille volte più adatto a bestie sanguinarie che ad esseri “vivi” che amano pensarsi “intelligenti” e “amorevoli”?
Questo incubo ad occhi aperti lo vedo popolato da miliardi di esseri impazziti, ed io ne faccio parte, sono uno di loro.
E’ una fatica immane alzare le palpebre in questo sonno indotto da pesanti sedativi della mente.
E’ una fatica indicibile, ma devo risvegliarmi.
Con tutte le mie forze, IO DEVO RISVEGLIARMI!
Acqua (水 - Shuǐ) - Wu Xing - 5 Elementi
La vita, allo stato delle nostre conoscenze, è possibile solo in presenza di acqua allo stato liquido.
Dal nero abisso dell’acqua emerge dunque la vita.
L’elemento acqua nel Wu Xing è rappresentato dal simbolo 水 - Shuǐ.
L’acqua è adattabilità, cambiamento, mutamento, mistero, vita.
L’acqua è il punto più basso della materia, lo stato in cui le cose tornano quando muoiono. E’ anche detto lo stadio oscuro e nascosto della materia.
L’ideogramma (cinese: 水, pinyin: shuǐ) contiene i significati di “acqua, freschezza, freddo”. Ecco che nel simbolo di questo elemento troviamo già una delle più importanti proprietà dell’acqua, ovvero la capacità di raffreddare, di rinfrescare, spegnere il fuoco. Nell’equilibrio energetico dello scambio energetico tra interno ed esterno del corpo-mente, l’acqua è fondamentale per calmare, sedare, attenuare, avvolgere.
Proprietà dell’acqua
Proprietà intrinseche dell’elemento Acqua sono: saggezza, flessibilità, morbidezza, accondiscendenza, comprensione; questo perché la forma dell’acqua è mutevole e in MTC (Medicina Tradizionale Cinese) ciò è sinonimo di adattabilità massima e di ritorno al punto più basso d’energia (perchè l’acqua tende a scendere verso il basso al migliore punto d’equilibrio assoluto).
Esso inoltre rappresenta la fase più bassa (Yin massimo, ovvero punto più vuoto o più basso) della materia ovvero la quinta fase del Wu Xing (i cinque movimenti più comunemente conosciuti come i cinque elementi).
Il carattere Tao dell’acqua è Yin Massimo.
Il suo moto è mutazione interna. Non c’è movimento tra esterno e interno, ma solo un grande mutamento all’interno.
La sua energia è minima, è quiete.
Il movimento energetico dell’acqua è tenuto nel basso perché il respiro è nella profondità dell’hara (in giapponese letteralmente: pancia), tenuto dentro per ossigenare tutti i tessuti e le cellule del corpo.
L’Acqua è inoltre associata con:
- nord
- inverno
- morte
- venere (il pianeta)
- nero, blu
- adattabilità, flessibilità, accondiscendenza, svuotamento, calma, quiete
L’emozione positiva è l’accettazione, l’accoglienza. L’emozione o sensazione negativa è la paura, l’angoscia.
Nei movimenti: la terra controlla l’acqua, l’acqua controlla il fuoco, l’acqua alimenta il legno, il metallo alimenta l’acqua.
Meridiani
I meridiani della MTC (Medicina Tradizionale Cinese) associati all’elemento Acqua sono: Vescica Urinaria e Rene.
Vescica Urinaria trattiene i liquidi necessari a trasportare i rifiuti, le tossine e gli scarti idrosolubili corporei. Il suo rapporto è dunque ricevere in ingresso acqua e sostanze nocive disciolte dai reni per espellerla dal corpo.
Uno squilibrio in vescica urinaria può essere dovuto alla necessità di una impellente necessità di liberarsi da angosce e paure, trattenute nel corpo-mente, tossine e veleni della mente di cui siamo incapaci di liberarci. Parallelamente l’urina di cui non riusciamo a liberarci nel caso di una infiammazione degli organi inerenti a vescica urinaria e alle linee energetiche del meridiano connesso, ci causa dolore e angoscia.
Il meridiano del Rene è l’altro canale mastro dell’acqua.
Qui avviene l’accettazione di ciò che di più sporco arriva dai nostri fluidi corporei, sangue e linfa, il carattere più alto e nobile dell’acqua.
Nel rene avviene la purificazione, il lavaggio, possibile grazie alla purezza stessa dell’elemento Acqua.
La mancanza di equilibrio nel funzionamento di quest’organo e linea di meridiano implica l’impossibilità di purificarsi nel corpo e nella mente.
Questo causa un lento accumulo, una sedimentazione di veleni del corpo-mente.
La mancanza d’acqua si accompagna a problemi nel meridiano della Vescica Urinaria.
L’eccesso di acqua si accompagna a problemi nel meridiano del Rene.
L’Acqua è la via che trasporta gli alimenti nel nostro corpo, è indispensabile per la vita e influenza il ritmo e l’intensità della nostra energia vitale. Ad esempio un corretto apporto di acqua nel corpo è indispensabile per apportare nutrimenti, sali, metalli, gas alle cellule. Moti preziosi sali e metalli per giunta si trovano disciolti solo in acqua. Ecco che l’energia vitale del corpo-mente è legato indissolubilmente all’equilibrio e alla purezza intrinseca dell’elemento acqua.
Altre caratteristiche importanti
La persona caratterizzata dall’acqua è calma, materna, genitoriale, fiduciosa negli altri, accettante, cedevole, mutevole, instabile, orientata al viaggio e al movimento.
L’individuo in armonia con l’acqua è molto calmo, accomodante, determinato ma con lentezza, è distaccato dal resto del mondo, profondo nelle riflessioni, saggio. Inoltre apprezza il cambiamento e la diversità, accumula e conserva energia quindi chi entra in contatto con persone Acqua può attingerne risorse e vedere trasformare la propria vita.
L’agitazione, la rabbia, la fretta, l’attaccamento alle cose materiali, la mancanza di fiducia, la rigidità sono sintomi evidenti di una disarmonia con questo elemento.
L’Anima Vegetativa (è l’anima che muove la natura e influenza le nostre caratteristiche umane) dell’acqua è in parte Yi e in parte Zhi; Yi per il pensiero profondo e la saggezza, mentre Zhi per la volontà e la determinazione, due importanti aspetti dell’elemento Acqua.
Abbiamo detto che l’emozione negativa legata all’Acqua è la paura. Questo perché in inverno il vivente muore, rallenta, si iberna. I frutti della vita cessano di maturare e lo stesso elemento Acqua gela cambiando stato e diventando da mobile e adattabile a rigido e fragile. Questo repentino cambio di stato causa angoscia e paura, questo crollo verso lo stato più basso d’energia ci fa pensare che nulla possa tirarci su e rimettere in moto i meccanismi vitali (in genere a causa dell’ignoranza del fatto che gli altri elementi si controllano e si alimentano in un mutamento ciclico costante).
Il colore è il nero o il blu scuro, colore comunemente associato al buio degli abissi del mare o del vuoto cosmico, metaforicamente associato all’elemento acqua (non a caso nello spazio vuoto siderale senza gravità si galleggia sospesi come in acqua).
Occhiaie nere, minzioni scure, sono sintomi fisici evidenti di squilibri nell’elemento Acqua e relativi meridiani.
L’organo di senso è l’udito, simbolo d’ascolto e ricettività. Inoltre è curioso che le orecchie hanno una somiglianza morfologica con i reni.
La parte fisica solida sono le ossa mentre la parte fisica liquida è collegata all’urina.
L’odore è il marcio, il putrido, l’odore di ammoniaca ed è riferito alle malattie delle vie urinarie o all’odore dell’incontinenza.
Il sapore è il salato, sapore tipico delle acque minerali e della stessa acqua di mare; una persona che ama molto il salato è in disarmonia con l’elemento.
Il clima è freddo umido.
Il picco energetico dei due meridiani è:
- meridiano Yin è il rene, dalle 15 alle 17
- meridiano Yang è la vescica urinaria, dalle 17 alle 19
Dunque la fase di accettazione è legata al rene, che filtra i fluidi corporei mentre quella di espulsione è naturalmente legata alla vescica urinaria.
Il suono associato all’acqua è il gemito e su a salire fino all’urlo, suoni tipici della paura e del terrore (sentimenti legati a questo elemento). Una voce gemente, ansiosa, urlante, carica di paura indica uno squilibrio più o meno forte nell’elemento acqua.
Collegamenti esterni
http://en.wikipedia.org/wiki/Wu_Xing
http://en.wikipedia.org/wiki/Qi
http://it.wikipedia.org/wiki/Ki_(filosofia)
http://it.wikipedia.org/wiki/Medicina_tradizionale_cinese
Yin Yang - TAO Galaxy Wallpaper
Parlare troppo non lascia spazio al fare.
Lao Tzu - La Saggezza del Tao


