Chi invidia non ha pace – Il Saggio Miao

Chi invidia non ha pace - Il Saggio Miao
Chi invidia non ha pace – Il Saggio Miao
Chi invidia non ha pace. Questo disse il Buddha, nella sua infinita saggezza, in un detto che recita circa così:

Non sopravvalutare quello che hai ricevuto e non invidiare il prossimo.
Colui che invidia il prossimo non conseguirà la pace della mente.

Ma vediamo più nel dettaglio cos’è l’invidia e perchè è un sentimento fortemente negativo che uccide soprattutto la pace e l’anima di chi la prova.

L’invidia – definizione

“Malanimo provocato dalla constatazione dell’altrui prosperità, benessere, soddisfazione; uno dei sette vizi capitali, secondo la dottrina cattolica (opposto alla virtù della carità).”

E poi leggiamo ancora su Wikipedia la sua etimologia e significato profondo:

“Il termine invidia (dal latino in – avversativo – e videre, guardare contro, ostilmente, biecamente o genericamente guardare male, quindi “gettare il malocchio”) si riferisce a uno stato d’animo o sentimento per cui, in relazione a un bene o una qualità posseduta da un altro, si prova spesso astio e un risentimento tale da desiderare il male di colui che ha quel bene o qualità.”

Insomma davvero un pessimo, orribile sentimento, che tutti abbiamo in qualche misura provato.
Vediamo dunque cosa si può fare per smettere di annegare in questo vortice di malessere fisico e di malanimo.

L’invidioso è colui che si sente in qualche modo sminuito e derubato da un successo o dal bene altrui, senza che questo provochi alcun danno alla sua vita. Ma nonostante ciò si guarda all’altro con astio, desiderando in modo subdolo la sua disgrazia e il suo insuccesso.
Ma se non si è in alcun modo intaccati dal benessere del prossimo, perché allora si prova invidia?

Il Buddha lo spiega molto bene nel Dhammapada, così come altri saggi e profeti di altre religioni testimoniano, come il Cristo ad esempio, che i Vangeli ricordano fu condannato a morte per crocifissione per l’invidia dei sacerdoti del tempio.

L’invidia dunque è davvero un veleno mortale della mente. Uccide la capacità di amare, la gentilezza, la compassione, la carità.
In poche parole uccide la vitalità positiva della persona che prova invidia, portandola su un sentiero oscuro, solitario e maligno.

Cosa fare dunque per smettere di essere invidiosi?
Semplice, gioire dei meritati successi altrui, rendersi partecipi negli atti e nei risultati, senza doppi fini, senza desiderare vanamente nulla se non vivere la gioia che ne scaturisce.
Sembra facile, ma non lo è.
Bisogna, per questo, sconfiggere, uno dopo l’altro, i tre veleni della mente: Illusione, Desiderio e Rabbia.
Ci si illude che la disgrazia altrui porti beneficio a noi. Sbagliato!
Ci si illude che desiderando le cose buone, i successi altrui, questi si realizzeranno, senza lavoro, sudore e sforzo. Sbagliato!
Ci si illude che la rabbia, il dolore, la violenza possano essere un rimedio alle nostre sofferenze. Sbagliato!
Perché c’è solo un rimedio a tutta la sofferenza, a tutto il dolore.
Il rimedio è l’Amore, incondizionato, puro e disinteressato.

Namasté, da il Saggio Miao.

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