Laozi

Laozi (老子T, LǎozǐP), trascritto anche Lao Tzu, Lao Tse, Lao Tze o Lao Tzi, è un antico filosofo e scrittore cinese, presunto autore del Tao Te Ching e divinità primaria della religione taoista, da lui fondata.

Nomi

Laozi - Secondo la tradizione, Laozi lasciò l'Oriente alla volta dell'Occidente cavalcando un bufalo d'acqua
Laozi – Secondo la tradizione, Laozi lasciò l’Oriente alla volta dell’Occidente cavalcando un bufalo d’acqua
Tradizionalmente il nome proprio di Laozi è ritenuto essere Li Er (李耳), mentre il suo nome di cortesia sarebbe Boyang (trad. 伯陽, semp. 伯阳); un nome postumo altrettanto popolare fu Li Dan (李聃, Lǐ Dān).
Lo stesso «Lao zi» è un titolo onorifico, composto da 老 («vecchio» o «venerabile») e 子 («maestro»); il suo nome, in ogni caso, è stato romanizzato diverse volte, dando adito a confusione e controversie. Al giorno d’oggi, la forma più comune è Lao zi o Lǎo zǐ, trascritta con il sistema del pinyin, adottato ufficialmente dal governo cinese nel 1958; durante il Novecento, tuttavia, la dizione più comune per riferirsi al filosofo era quella di Lao-tzu, in virtù del sistema di romanizzazione Wade-Giles allora in voga. Tra le altre forme utilizzate nel tempo si segnalano Lao-tse, particolarmente popolare nell’Ottocento, e le varianti Lao-tze e Lao-tsu.

In virtù del suo ruolo religioso, Laozi è venerato con il nome di «Supremo Signore» (太上老君, Tàishàng Lǎojūn) ed è annoverato tra le «Tre Purità» del taoismo. Con la dinastia Tang, inoltre, il filosofo fu onorificato con il titolo di «Imperatore supremamente misterioso e primordiale» (太上玄元皇帝, Tàishàng Xuānyuán Huángdì).

Dibattito storico

Secondo la tradizione, Laozi lasciò l’Oriente alla volta dell’Occidente cavalcando un bufalo d’acqua
Nel corso del XX secolo molti critici hanno messo in discussione la storicità della persona nota come Lao zi, ritenendola una figura avvolta nella leggenda più che storicamente esistita; sorte analoga toccò alla sua paternità del Tao Te Ching, apparentemente «una raccolta di detti taoisti realizzata da più persone». Alan Watts, invece, invitò a una maggiore cautela, attribuendo queste controversie ad una mania accademica formatasi nel Novecento tesa a dubitare dell’esistenza di diverse figure storiche religiose e spirituali, ricordando che non vi è sufficiente materiale per arrivare a una risposta certa.

Il primo riferimento a Lao zi lo troviamo nelle Memorie di uno storico, resoconto storiografico steso da Sima Qian nel primo secolo a.C. Chi accolse questa tradizione considerò Lao zi attivo nel sesto o quinto secolo a.C., e quindi contemporaneo di Confucio; il suo soprannome era Li mentre il suo nome proprio era Er o Dan. Sempre secondo le Memorie, Laozi era uno studioso che lavorava come archivista nella Biblioteca Imperiale della dinastia Zhou (1122 – 256 a.C.); questo lavoro lo portò a contatto con le opere letterarie dell’Imperatore Giallo e con altri classici del tempo. Laozi non avrebbe mai aperto formalmente una propria scuola, ma attrasse ugualmente un cospicuo numero di studenti e leali discepoli; tra questi, secondo la tradizione, vi era un giovane Confucio, che Lao zi incontrò volontariamente o accidentalmente nell’attuale città di Luoyang.

Spesso si pensò che Laozi ebbe i suoi natali nel villaggio di Chu Jen; diverse fonti, inoltre, attestano che Lao zi si sposò e che ebbe un figlio di nome Zong, destinato a divenire un soldato affermato. Molti clan della dinastia Li,[8] e gli imperatori della dinastia Tang, affermano di discendere da Lao zi; malgrado molti di questi lignaggi (se non tutti) non possono essere assolutamente accettati per certi o per validi, sicuramente attestano la popolarità di Lao zi nella cultura cinese.

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