Cosa useresti per estinguere un rogo? Acqua o ancora più fuoco?
Così, è solo l’amore che può estinguere l’odio.
(Dino Olivieri)
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Il denaro è un cancro
Il denaro è un cancro.
Si moltiplica, ci divora, come una metastasi.
Slegato ormai dal valore della vita e delle sue utili cose che dovrebbe misurare insudicia col suo putridume ogni luogo del corpo e della mente.
Come in antiche religioni, ogni istante sacrifichiamo a questo dio maligno il nostro buon cibo, l’aria pulita, l’acqua da bere, le nostre vite, quelle dei nostri bambini, l’amore e tutta la gioia dei nostri cuori.
In cambio di questo immane empio sacrificio, riceviamo un pugno inutile del suo nero cancro che vomita nel mondo il suo odio disperante.
“Ah sì?” Hakuin Ekaku Zenji
Il maestro Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari.
Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mando’ i genitori su tutte le furie.
La ragazza non voleva confessare chi fosse l’uomo, ma quando non ne pote’ piu’ di tutte quelle insistenze, fini col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro, lo insultarono e gli imposero di mantenere la ragazza e il bambino.
“Ah sì?” disse lui come tutta risposta.
Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin.
Ormai il monaco aveva perso la propria reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupo’ del bambino e della giovane con grande sollecitudine.
Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Si mise inoltre a intrecciare un maggior numero di stuoie per poter mantenere i due nuovi venuti.
Dopo un anno la giovane - annoiata di vivere con Hakuin - non resitette piu’, si pentì e disse ai genitori la verita’: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza, cosi come anche i vicini, andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino e la giovane.
Hakuin non fece obiezioni.
Nel cedere il bambino, tutto quello che disse fu: “Ah si?”.
Dieci passi verso l’illuminazione
Compirò il primo passo provando compassione per ogni essere vivente.
Muoverò il secondo passo non causando più male o danno all’universo.
Compiendo il terzo passo mi libererò dai tre veleni della mente: l’illusione, il desiderio e la rabbia.
Con il quarto passo inizierò a discernere meglio ciò che è veramente giusto e ciò che è veramente sbagliato.
Il quinto passo mi insegnerà che ogni dicotomia è falsa e vuota. Il bene e il male, l’io e il mondo esterno, il bianco e il nero, sono tutte astrazioni della mente.
Il sesto passo mi allontanerà dalla bramosia e dalla avidità portandomi verso la generosità, il senso di giustizia e la creatività vitale.
Con il settimo passo dimenticherò l’egoismo, l’orgoglio e la falsa umiltà per agire con vero onore e perenne generosità.
L’ottavo passo mi insegnerà che la felicità è il dinamico mantenimento di un equilibrio, con amorevole distacco.
Il nono passo mi insegnerà a cancellare la sofferenza personale con il non attaccamento e ad alleviare la sofferenza del prossimo con un profondo amore sincero e disinteressato.
Il decimo passo mi riunirà al tutto, per farmi rinascere ancora sulla via della perfezione, una via senza inizio né fine.
Qui ricomincerò a camminare per altri dieci passi, perfezionandoli sempre più, per raggiungere qui, nell’eterno presente che cambia, l’illuminazione.
(libero adattamento del “Voto dei 10 passi” dei seguaci del Ch’an Tao Chia)
Impermanenza e Attaccamento

Noi siamo il Tutto
Ognuno di noi soffre.
Soffriamo a causa del nostro attaccamento a cose, idee e beni materiali che nulla hanno a che fare con la nostra vera essenza.
Nulla oltre la vera consapevolezza dell’io appartenente al tutto può dare vera felicità.
Nulla oltre l’amore universale che ne scaturisce può dare vera serenità d’animo.
Tutto ciò che possiedi è un fardello, se ti è utile vivilo comunque con distacco.
Tutto il denaro che hai è illusione di valore, perchè nulla ha più valore della consapevolezza e dell’illuminazione.
Quindi di fronte alla cattiveria umana, alla violenza, all’odio, alla rabbia, all’ignoranza, al desiderio, all’invidia e ogni sentimento ed emozione negativa che alberga in te e ti circonda, distaccati con compassione.
Osserva con compassionevole distacco che ogni cosa è impermanente, la tua casa, il tuo nemico, la tua stessa sofferenza.
Così perderai l’attaccamento alle cose dannose e inutili per il tuo cammino verso l’illuminazione e diventerai un Buddha.
Dino Olivieri
La Bellezza
“Puoi gioire della bellezza delle persone e delle cose solo senza il desiderio e il possesso. Ogni vera bellezza è transitoria e l’attaccamento ad essa è fonte di sicura sofferenza.”
Dino Olivieri
