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Posted By Sensei on giugno 28th, 2010

“Gente come noi, che crede nella fisica, sa che la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione ostinatamente persistente.”
Albert Einstein

 

Posts Tagged ‘Buddha’

Dhammapada - Capitolo I - I Versi Gemelli

Posted By Sensei on giugno 15th, 2010

1. Tutto ciò che siamo è il frutto dei nostri pensieri: è fondato sui nostri pensieri, è fatto dei nostri pensieri.
Se un uomo parla o agisce con pensieri malvagi, la sofferenza lo seguirà, come la ruota segue il passo del bue che traina il carro.

2. Tutto ciò che siamo è il frutto dei nostri pensieri: è fondato sui nostri pensieri, è fatto dei nostri pensieri.
Se un uomo parla o agisce con pensieri puri, la felicità lo seguirà, come l’ombra lo segue ogni giorno.

3. “Mi ha insultato, mi ha aggredito, mi ha derubato, mi ha ingannato.”
Coltivando questi pensieri affoghi nell’odio.

4. “Mi ha insultato, mi ha aggredito, mi ha derubato, mi ha ingannato.”
Estirpando questi pensieri ti liberi dall’odio.

5. Mai l’odio cesserà l’odio.
L’odio cessa con l’amore, e questa è una legge eterna.

6. In questo mondo siamo tutti destinati alla morte.
Cosciente di questa legge come puoi serbare rancore?

7. Come il vento sradica il fragile albero, le tentazioni trascinano chi è alla ricerca del piacere, chi è avido, pigro e debole.

8. Come il vento non riesce ad abbattere la montagna, nessuna tentazione scuote chi è desto, energico, fiducioso e vive semplicemente.

9. Se la tua mente non è limpida, se menti e non ti controlli, invano ti chiamano maestro.

10. Se la tua mente è limpida, se sei sincero e padrone di te, ben ti si addice il nome di maestro.

11. Se confondi la realtà con l’illusione, sarai ignorante e non arriverai mai alla verità, seguendo solo vani desideri.

12. Se distingui la realtà dall’illusione, giungerai alla consapevolezza e alla verità, realizzando la vera essenza.

13. Come la pioggia penetra in un tetto malconcio, il desiderio fa breccia nella mente inconsapevole.

14. Come la pioggia scivola sul tetto sano, il desiderio non intacca la mente consapevole.

15. Chi pensa e agisce nel male soffre in eterno.

16. Chi pensa e agisce nel bene gioisce in eterno.

17. Chi pensa e agisce nel male soffre in eterno.
Soffre di fronte al male che ha fatto e soffre per il male che ne torna.

18. Chi pensa e agisce nel bene gioisce in eterno.
Gioisce di fronte al bene che ha fatto e gioisce per il bene che ne torna.

19. Chi recita questi versi senza praticarli é come il mandriano che conta le vacche altrui.
Uno spettatore non partecipe della via della consapevolezza.

20. Chi poco conosce questi versi ma li pratica ogni istante della sua vita,
non è afflitto dai 3 veleni: illusione, desiderio e rabbia, e coltiva saggezza e serenità, partecipe e artefice della via della consapevolezza.

(traduzione di Dino Olivieri - 2010)

La Natura del Buddha

Posted By Sensei on giugno 9th, 2010

Bodhidarma, su Wikipedia.org

Bodhidarma


Questo dipinto giapponese raffigura Bodhidharma e recita:

直指人心
見性成佛

(dall’alto verso il basso, da sinistra a destra)

“Lo Zen punta direttamente alla mente e al cuore dell’uomo,
guarda la tua vera Natura e diventa Buddha”.

Dipinto di Hakuin Ekaku (1685 - 1768).

Le Quattro Nobili Verità

Posted By Sensei on dicembre 10th, 2009

Buddha Shakyamuni, foto di pubblico dominio scattata da Heinrich Damm

Buddha Shakyamuni


1. Dukkha: “Esiste la sofferenza esistenziale”.
Nella vita dell’Uomo è insita una sofferenza di tipo esistenziale: essa affligge l’Uomo a motivo dell’impermanenza della situazione esistenziale che lo accompagna dalla nascita e per effetto della sua nascita immersa nel “samsara”.
Questa sofferenza esistenziale si rivela ed è percepita non solo quando si constata l’ineluttabilità di malattia, vecchiaia e morte, ma anche quando si è costretti al contatto con ciò che non si ama come, ad esempio, contatti, connessioni, relazioni, interazioni con persone, cose od eventi che ci dispiacciono.
Ma non solo in questi casi: la sofferenza esistenziale si rivela ed è percepita anche quando si è costretti alla separazione da ciò che si ama, come quando uno è privato di visioni, suoni, odori, sapori o sensazioni tattili desiderabili, gradevoli, attraenti, oppure come quando uno non riesce ad ottenere contatti, connessioni, relazioni, interazioni con persone, cose od eventi che producono il suo bene, il suo benessere, il suo agio, la sua libertà dalla schiavitù, od infine quando uno debba subire la forzata separazione da madre, padre, fratelli, sorelle o da amici, compagni, parenti amati. La frustrazione dei desideri è una delle più usuali percezioni del “dukkha”, della cosiddetta “sofferenza esistenziale”.
Più in generale, la constatazione che viene fatta nella “Prima Nobile Verità” è che esiste nella vita dell’Uomo una sofferenza esistenziale associata all’impermanenza di tutte le cose, al fatto che ogni cosa è destinata a finire.

2. Samudaya: “Esiste un’origine della sofferenza esistenziale”
La sofferenza esistenziale non è colpa del mondo, né del fato o di una divinità; né avviene per caso.
Ha origine dentro di noi, dalla ricerca della felicità in ciò che è transitorio, spinti dal desiderio (trsna, in pali: «tanha» o «brama») per ciò che non è soddisfacente. Si manifesta nelle tre forme di kamatrsna o «desiderio di oggetti sensuali»; bhavatrsna o «desiderio di essere»; vibhavatrsna o «desiderio di non essere».

3. Nirodha: “Esiste l’emancipazione dalla sofferenza esistenziale”
Per sperimentare l’emancipazione dalla sofferenza esistenziale, occorre lasciare andare trsna, l’attaccamento alle cose e alle persone, alla scala di valori ingannevoli per cui ciò che è provvisorio è maggiormente desiderabile.

4. Magga (pali) o Marga (sanscrito): “Esiste un percorso di pratica da seguire per emanciparsi dalla sofferenza esistenziale”.
È il percorso spirituale da intraprendere per avvicinarsi al nibbana.
Esso è detto il «Nobile Ottuplice Sentiero»