Cosa useresti per estinguere un rogo? Acqua o ancora più fuoco?
Così, è solo l’amore che può estinguere l’odio.
(Dino Olivieri)
Posts Tagged ‘Consapevolezza’
Dhammapada - Capitolo XXVI - Il Bramino (Arhat)
383. O bramino, con tutta la tua energia
argina la corrente del desiderio,
allontana da te i piaceri dei sensi.
Riconoscendo la fine
di ogni cosa che ha un’origine,
realizza l’increato.
384. Raggiungi l’altra sponda
attraverso la meditazione
e la percezione profonda,
dissolvi ogni vincolo
grazie alla conoscenza della verità.
(continua…)
Dhammapada - Capitolo XIX - Il seguace del dhamma
256. Se cerchi di realizzare i tuoi fini con la forza
non sei sulla via del dhamma.
Il saggio esamina attentamente
ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
257. Nel guidare gli altri
non si serve della forza,
è giusto e imparziale.
Egli viene detto
“guardiano della legge”.
(continua…)
Dhammapada - Capitolo XIV - Il Buddha (Il Risvegliato)
179. L’invincibile, colui che si è risvegliato,
infinita consapevolezza
che non lascia tracce,
da quali parole può essere descritto?
180. La rete velenosa del desiderio
non ha più potere su di lui.
(continua…)
Dhammapada - Capitolo XI - La Vecchiaia
146. Di che cosa puoi rallegrarti
mentre il tuo mondo brucia?
Sei immerso nell’oscurità
e non cerchi la luce?
147. Guarda questo tuo corpo:
un fantoccio dipinto
che sta insieme in qualche modo,
malato, pieno di ferite,
agitato da fantasie mutevoli e vacue.
(continua…)
La sete
“Immersi in limpide acque,
soffriamo la sete.”
Dino Olivieri
Il Paradigma Olografico e lo Zen Tao
Molti scienziati hanno esplorato i punti comuni tra la fisica e le filosofie orientali, in special modo il Taoismo e il Buddhismo Zen.
A tal proposito, Fritjof Capra ha scritto un interessante libro che può essere un riferimento per maggiori approfondimenti e altri spunti bibliografici: Il Tao della Fisica: Una esplorazione dei paralleli tra la fisica moderna e le filosofie orientali..
Una delle idee principali proposte da questo libro è il cosiddetto “Paradigma Olografico”.
Il paradigma olografico è una teoria basata sul lavoro di David Bohm e Karl Pribram e estrapolata da due idee basilari:
- L’universo è in qualche modo una struttura olografica, proposta da David Bohm
- La consapevolezza deriva e dipende dalla struttura olografica, proposta da Karl Pribram
Il paradigma in questione postula che le teorie basate su strutture olografiche possono portare a leggi e comprensioni unificate della coscienza e dell’universo.
A mio parere, uno dei punti principali di questo paradigma riguarda la memoria.
La memoria, la coscienza e la consapevolezza, non sono immagazzinate in “pezzi” separati dell’universo. Ovvero non sembrano essere digitali e “atomiche”, nel senso che l’informazione non può essere del tutto cancellata e, soprattutto, non può essere cancellata per parti ben definite.
Molti esperimenti scientifici hanno evidenziato che qualunque pattern di memoria, come ad esempio i cromosomi, il DNA, l’RNA, la mente umana ed animale, le proprietà chimiche, i loro stati e le loro precise catene reattive e di consolidamento, le leggi fisiche con un senso temporale, sono simili ed esprimibili come una serie di fronti d’onda che permeano il tutto interagendovi.
Così, ciò che noi pensiamo essere il mondo, nel senso di “mondo reale”, è quasi certamente un’illusione.
Non ci sono cose “solide”, non esiste un vero e proprio spazio tri o quadridimensionale, né esiste il tempo (Il Buddhismo Zen ne ha una intuizione felicissima).
C’è quindi un tutto senza parti distinte, formato da infinite onde (o stringhe se vi piace più quest’altro termine) o di “cose” che giocano insieme, in una serie dinamica di movimenti e trasformazioni connaturate a questo eterno presente che cambia.
Così, il nostro corpo, la nostra mente e la nostra consapevolezza altro non sono che riflessi, immagini e ologrammi del vero mondo reale; un mondo oltre i nostri occhi che noi possiamo solo immaginare e teorizzare senza poterlo sperimentare sensibilmente in modo diretto.
Certo è che l’idea sembra alquanto pazza e stravagante.
Noi viviamo, siamo fatti di e sperimentiamo un livello illusorio della realtà effettiva.
Però gli ultimi esperimenti in fisica avanzata e le migliori idee candidate come teorie del tutto convergono tutte verso questa stupefacente visione.
C’è anche da dire che qualche autore semplifica questa idea suggerendo che stiamo vivendo in qualcosa di simile al mondo virtuale di Matrix (cioè la simulazione di un computer “universale”). Ma il mondo reale, almeno questo è il mio parere, è probabimente qualcosa di un po’ più vasto e meravigliosamente più semplice ed elegante.
Il Tao e lo Zen, suggeriscono, più saggiamente, che siamo solo delle specie di “interferenze” date dalle creste delle “onde” di questo oceano che chiamiamo Cosmo.
Se preferite, siamo dei pattern capaci di vedersi nello specchio con consapevolezza; insomma, una immagine che si vede e comprende se stessa guardando in un’altra immagine.
Il Tao, in particolare, dice che in fondo soltanto il tutto é l’unica cosa davvero importante e interessante.
Il cosmo, l’universo o tutto quanto (o dio se siete religiosi), è in fin dei conti immaginabile come una specie di coppa piena di potenza/energia/forza (se siete dei fisici sceglierete “energia”) che muta costantemente nel presente.
E’ importante ribadire il concetto di presente, in cui questi mutamenti avvengono costantemente, un dono (lo dice la parola stessa) che non ha tempo né bisogno di tempo.
Ecco che non c’è passato e futuro, in quanto sono altre immagini, altre illusioni, così come dice Buddha e la filosofia zen più in generale.
Per dirla scientificamente: siamo (il tutto, noi compresi) un oceano di onde/stringhe/brane interagenti, dai cui innumerevoli fronti di interferenza emergono livelli e livelli di immagini che se autocoscienti si sperimentano come sub-realtà.
Confinati in una di queste particolari sub-realtà, facciamo parte di un dono infinitamente più grande che ancora stentiamo a immaginare.
Dino Olivieri
Così come l’acqua disseta il buono e il cattivo
“Così come l’acqua disseta il buono e il cattivo e lava via tutte le impurità e la polvere, allo stesso modo bisogna sviluppare pensieri amorevoli per l’amico e per il nemico, questo porta al raggiungimento di una perfezione dell’amore che conduce all’illuminazione”
Siddhārtha Gautama Buddha
Sapere e Parola
“Chi conosce, non parla.
Chi parla, non conosce.”
Lao Tzu
La Gratitudine
Un giorno un giovane chiese a un vecchio saggio quale fosse la chiave per la felicità.
Il vecchio sorrise, le rughe del suo volto si corrugarono di gran divertimento. Poi guardò negli occhi del giovane e disse.
“La gratitudine, figlio mio”.
Il giovane non capendo chiese: “La gratitudine?”
“Certo” disse il vecchio, aggiungendo “Se non sei capace di provare profonda riconoscenza per ogni piccolo prezioso dono che l’universo ti fa di continuo, vivrai solo nel dolore e nella sofferenza e non potrai mai conoscere la felicità”.
Il vecchio stette ancora una attimo in silenzio e poi aggiunse: “Non c’è consapevolezza senza gratitudine, perchè essa non è solo pensiero ma anche sentimento”
Il giovane trovò illuminazione in quelle parole, abbracciò il vecchio e disse: “Grazie”
Conosci te stesso
Figlia mia, figlio mio.
Viaggiate, guardate negli occhi degli stranieri, ascoltate e apprendete le loro lingue, camminate nelle loro scarpe, aprite il vostro sguardo e la vostra comprensione ad ogni nuovo orizzonte di fronte a voi.
Quando avrete visto molto di ciò che considerate fuori di voi stessi, allora avrete la consapevolezza che ognuno è tutto l’universo.
Dino Olivieri
