Cosa useresti per estinguere un rogo? Acqua o ancora più fuoco?
Così, è solo l’amore che può estinguere l’odio.
(Dino Olivieri)
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L’Unico Vero Amore
L’unico vero amore è il donare gioia generosa ritraendosi in silenzio, senza desiderio, nè aspettative.
Chi si fa vuoto delle sue gioie donando tutto, dal tutto verrà ricolmato di rinnovata e splendente felicità.
Per quanto possa sembrarci assurda, questa è la legge del Tutto.
Chi invece resta pieno di sè, asserragliato in sè, è come una ciotola ricolma di cibo che lentamente và a male, buttata in un antro buio e inaccessibile.
Non una sola nuova goccia di miele d’oro potrà essere aggiunta.
Mai più potrà gioire ancora del suo dolce sapore.
Il denaro è un cancro
Il denaro è un cancro.
Si moltiplica, ci divora, come una metastasi.
Slegato ormai dal valore della vita e delle sue utili cose che dovrebbe misurare insudicia col suo putridume ogni luogo del corpo e della mente.
Come in antiche religioni, ogni istante sacrifichiamo a questo dio maligno il nostro buon cibo, l’aria pulita, l’acqua da bere, le nostre vite, quelle dei nostri bambini, l’amore e tutta la gioia dei nostri cuori.
In cambio di questo immane empio sacrificio, riceviamo un pugno inutile del suo nero cancro che vomita nel mondo il suo odio disperante.
Dhammapada - Capitolo VI - Il Saggio
76. Se ti imbatti in un saggio
che ti mostra i tuoi errori
e ti segnala i pericoli del cammino,
seguilo come seguiresti
chi possiede la mappa di un tesoro.
77. Lasciati ammonire, lasciati guidare,
lasciati distogliere dall’errore.
Un uomo cosiffatto è amato
da tutti coloro che cercano la verità.
(continua…)
“Ah sì?” Hakuin Ekaku Zenji
Il maestro Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari.
Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mando’ i genitori su tutte le furie.
La ragazza non voleva confessare chi fosse l’uomo, ma quando non ne pote’ piu’ di tutte quelle insistenze, fini col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro, lo insultarono e gli imposero di mantenere la ragazza e il bambino.
“Ah sì?” disse lui come tutta risposta.
Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin.
Ormai il monaco aveva perso la propria reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupo’ del bambino e della giovane con grande sollecitudine.
Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Si mise inoltre a intrecciare un maggior numero di stuoie per poter mantenere i due nuovi venuti.
Dopo un anno la giovane - annoiata di vivere con Hakuin - non resitette piu’, si pentì e disse ai genitori la verita’: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza, cosi come anche i vicini, andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino e la giovane.
Hakuin non fece obiezioni.
Nel cedere il bambino, tutto quello che disse fu: “Ah si?”.
Il Paradigma Olografico e lo Zen Tao
Molti scienziati hanno esplorato i punti comuni tra la fisica e le filosofie orientali, in special modo il Taoismo e il Buddhismo Zen.
A tal proposito, Fritjof Capra ha scritto un interessante libro che può essere un riferimento per maggiori approfondimenti e altri spunti bibliografici: Il Tao della Fisica: Una esplorazione dei paralleli tra la fisica moderna e le filosofie orientali..
Una delle idee principali proposte da questo libro è il cosiddetto “Paradigma Olografico”.
Il paradigma olografico è una teoria basata sul lavoro di David Bohm e Karl Pribram e estrapolata da due idee basilari:
- L’universo è in qualche modo una struttura olografica, proposta da David Bohm
- La consapevolezza deriva e dipende dalla struttura olografica, proposta da Karl Pribram
Il paradigma in questione postula che le teorie basate su strutture olografiche possono portare a leggi e comprensioni unificate della coscienza e dell’universo.
A mio parere, uno dei punti principali di questo paradigma riguarda la memoria.
La memoria, la coscienza e la consapevolezza, non sono immagazzinate in “pezzi” separati dell’universo. Ovvero non sembrano essere digitali e “atomiche”, nel senso che l’informazione non può essere del tutto cancellata e, soprattutto, non può essere cancellata per parti ben definite.
Molti esperimenti scientifici hanno evidenziato che qualunque pattern di memoria, come ad esempio i cromosomi, il DNA, l’RNA, la mente umana ed animale, le proprietà chimiche, i loro stati e le loro precise catene reattive e di consolidamento, le leggi fisiche con un senso temporale, sono simili ed esprimibili come una serie di fronti d’onda che permeano il tutto interagendovi.
Così, ciò che noi pensiamo essere il mondo, nel senso di “mondo reale”, è quasi certamente un’illusione.
Non ci sono cose “solide”, non esiste un vero e proprio spazio tri o quadridimensionale, né esiste il tempo (Il Buddhismo Zen ne ha una intuizione felicissima).
C’è quindi un tutto senza parti distinte, formato da infinite onde (o stringhe se vi piace più quest’altro termine) o di “cose” che giocano insieme, in una serie dinamica di movimenti e trasformazioni connaturate a questo eterno presente che cambia.
Così, il nostro corpo, la nostra mente e la nostra consapevolezza altro non sono che riflessi, immagini e ologrammi del vero mondo reale; un mondo oltre i nostri occhi che noi possiamo solo immaginare e teorizzare senza poterlo sperimentare sensibilmente in modo diretto.
Certo è che l’idea sembra alquanto pazza e stravagante.
Noi viviamo, siamo fatti di e sperimentiamo un livello illusorio della realtà effettiva.
Però gli ultimi esperimenti in fisica avanzata e le migliori idee candidate come teorie del tutto convergono tutte verso questa stupefacente visione.
C’è anche da dire che qualche autore semplifica questa idea suggerendo che stiamo vivendo in qualcosa di simile al mondo virtuale di Matrix (cioè la simulazione di un computer “universale”). Ma il mondo reale, almeno questo è il mio parere, è probabimente qualcosa di un po’ più vasto e meravigliosamente più semplice ed elegante.
Il Tao e lo Zen, suggeriscono, più saggiamente, che siamo solo delle specie di “interferenze” date dalle creste delle “onde” di questo oceano che chiamiamo Cosmo.
Se preferite, siamo dei pattern capaci di vedersi nello specchio con consapevolezza; insomma, una immagine che si vede e comprende se stessa guardando in un’altra immagine.
Il Tao, in particolare, dice che in fondo soltanto il tutto é l’unica cosa davvero importante e interessante.
Il cosmo, l’universo o tutto quanto (o dio se siete religiosi), è in fin dei conti immaginabile come una specie di coppa piena di potenza/energia/forza (se siete dei fisici sceglierete “energia”) che muta costantemente nel presente.
E’ importante ribadire il concetto di presente, in cui questi mutamenti avvengono costantemente, un dono (lo dice la parola stessa) che non ha tempo né bisogno di tempo.
Ecco che non c’è passato e futuro, in quanto sono altre immagini, altre illusioni, così come dice Buddha e la filosofia zen più in generale.
Per dirla scientificamente: siamo (il tutto, noi compresi) un oceano di onde/stringhe/brane interagenti, dai cui innumerevoli fronti di interferenza emergono livelli e livelli di immagini che se autocoscienti si sperimentano come sub-realtà.
Confinati in una di queste particolari sub-realtà, facciamo parte di un dono infinitamente più grande che ancora stentiamo a immaginare.
Dino Olivieri
Chiamalo come vuoi
“Dio, cosmo, il tutto,
chiamalo come vuoi, esso è un insondabile recipiente cavo,
colmo di operoso e instancabile infinito.”
Lao Tzu
La Gratitudine
Un giorno un giovane chiese a un vecchio saggio quale fosse la chiave per la felicità.
Il vecchio sorrise, le rughe del suo volto si corrugarono di gran divertimento. Poi guardò negli occhi del giovane e disse.
“La gratitudine, figlio mio”.
Il giovane non capendo chiese: “La gratitudine?”
“Certo” disse il vecchio, aggiungendo “Se non sei capace di provare profonda riconoscenza per ogni piccolo prezioso dono che l’universo ti fa di continuo, vivrai solo nel dolore e nella sofferenza e non potrai mai conoscere la felicità”.
Il vecchio stette ancora una attimo in silenzio e poi aggiunse: “Non c’è consapevolezza senza gratitudine, perchè essa non è solo pensiero ma anche sentimento”
Il giovane trovò illuminazione in quelle parole, abbracciò il vecchio e disse: “Grazie”
Toni Binaurali

Acoustics Binaural Beats
I battiti binaurali o toni binaurali sono suoni elaborati artificalmente, o suoni apparenti, la cui percezione si pone nel cervello per specifici stimoli fisici. Questo effetto è stato scoperto nel 1839 da Heinrich Wilhelm Dove, ed ha guadagnato un maggiore successo pubblico nel tardo 20° secolo sulla base delle fatto che i battiti binaurali possono indurre il rilassamento, la creatività e altri stati mentali positivi.
Il cervello percepisce un fenomeno derivante dalle pulsazioni a bassa frequenza sia nella intensità e la localizzazione del suono di un suono percepito quando due toni a frequenze leggermente diverse sono presentati separatamente, uno per ciascuna delle orecchie di un soggetto, utilizzando le cuffie stereo. Un tono apparente detto battente sarà percepito, come le due tonalità miste naturalmente, al di fuori del cervello. La frequenza dei toni devono essere inferiori a 1.000, 1.500 hertz affinchè il battente possa essere sentito. La differenza tra le due frequenze deve essere minima (inferiore a circa 30 Hz) affinché l’effetto si verifichi, altrimenti i due toni saranno percepiti in modo distinto e senza battente.
I battiti binaurali interessano i neurofisiologi nelle indagini sul senso dell’udito.
I battiti binaurali sembrano influenzare il cervello in modi diversi attraverso la generazione di onde cerebrali e possono essere utilizzati per ridurre l’ansia e fornire alcuni semplici benefici per la salute, come l’attenuazione della sensazione di dolore.
Onde cerebrali
- Onde Gamma> 40 Hz
Maggiore attività mentale, maggiore percezione, soluzione urgente dei problemi, sensazione di paura, coscienza aumentata - Onde Beta 13-39 Hz
Attività normale, pensiero concentrato, sensazione di ansia, concentrazione attiva, eccitazione, cognizione - Onde Alfa 7-13 Hz
Rilassamento (da sveglio), pre-sonno e la sonnolenza pre-veglia - Onde Theta 4-7 Hz
Sogni, profonda meditazione, il sonno REM - Onde Delta <4 Hz
Sonno profondo senza sogni, perdita di consapevolezza del corpo
Nota: i confini precisi tra le gamme variano a seconda delle definizioni, e non esiste uno standard universalmente accettato.
La frequenza dominante determina il tuo stato attuale.
Ad esempio, se le onde dominanti sono Alpha, sono in stato Alpha (questo accade quando si è rilassati ma svegli). Tuttavia, anche altre frequenze saranno presenti, anche se con minore ampiezza.
Il riequilibrio della mente è più efficace se la frequenza iniziale è vicina alla frequenza dominante dell’utente. Pertanto, si consiglia di iniziare con una frequenza vicina alla propria frequenza corrente dominante (che può essere di circa 20 Hz o meno per una persona sveglia), e poi lentamente decrescente verso la frequenza desiderata.
Alcune persone trovano le onde pure sinusoidali spiacevoli, quindi un rumore rosa o un altro fondo (ad esempio, i suoni naturali, come il gorgoglio di un ruscello) può essere miscelato con i battiti binaurali. In aggiunta a ciò, fino a quando il ritmo è udibile, si suggerisce un volume comunque basso.
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Conosci te stesso
Figlia mia, figlio mio.
Viaggiate, guardate negli occhi degli stranieri, ascoltate e apprendete le loro lingue, camminate nelle loro scarpe, aprite il vostro sguardo e la vostra comprensione ad ogni nuovo orizzonte di fronte a voi.
Quando avrete visto molto di ciò che considerate fuori di voi stessi, allora avrete la consapevolezza che ognuno è tutto l’universo.
Dino Olivieri
I Saggi piegano se stessi
“L’acqua incanalano i fontanieri, gli armaioli piegano i dardi, piegano il legno i falegnami, piegano se stessi i saggi.”
Siddhārtha Gautama Buddha
