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Posted By Sensei on gennaio 18th, 2012

Cosa useresti per estinguere un rogo? Acqua o ancora più fuoco?
Così, è solo l’amore che può estinguere l’odio.
(Dino Olivieri)

 

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Dieci passi verso l’illuminazione

Posted By Sensei on marzo 3rd, 2011

Compirò il primo passo provando compassione per ogni essere vivente.

Muoverò il secondo passo non causando più male o danno all’universo.

Compiendo il terzo passo mi libererò dai tre veleni della mente: l’illusione, il desiderio e la rabbia.

Con il quarto passo inizierò a discernere meglio ciò che è veramente giusto e ciò che è veramente sbagliato.

Il quinto passo mi insegnerà che ogni dicotomia è falsa e vuota. Il bene e il male, l’io e il mondo esterno, il bianco e il nero, sono tutte astrazioni della mente.

Il sesto passo mi allontanerà dalla bramosia e dalla avidità portandomi verso la generosità, il senso di giustizia e la creatività vitale.

Con il settimo passo dimenticherò l’egoismo, l’orgoglio e la falsa umiltà per agire con vero onore e perenne generosità.

L’ottavo passo mi insegnerà che la felicità è il dinamico mantenimento di un equilibrio, con amorevole distacco.

Il nono passo mi insegnerà a cancellare la sofferenza personale con il non attaccamento e ad alleviare la sofferenza del prossimo con un profondo amore sincero e disinteressato.

Il decimo passo mi riunirà al tutto, per farmi rinascere ancora sulla via della perfezione, una via senza inizio né fine.
Qui ricomincerò a camminare per altri dieci passi, perfezionandoli sempre più, per raggiungere qui, nell’eterno presente che cambia, l’illuminazione.

(libero adattamento del “Voto dei 10 passi” dei seguaci del Ch’an Tao Chia)

Il Paradigma Olografico e lo Zen Tao

Posted By Sensei on gennaio 13th, 2011

Molti scienziati hanno esplorato i punti comuni tra la fisica e le filosofie orientali, in special modo il Taoismo e il Buddhismo Zen.
A tal proposito, Fritjof Capra ha scritto un interessante libro che può essere un riferimento per maggiori approfondimenti e altri spunti bibliografici: Il Tao della Fisica: Una esplorazione dei paralleli tra la fisica moderna e le filosofie orientali..

Una delle idee principali proposte da questo libro è il cosiddetto “Paradigma Olografico”.

Il paradigma olografico è una teoria basata sul lavoro di David Bohm e Karl Pribram e estrapolata da due idee basilari:

  • L’universo è in qualche modo una struttura olografica, proposta da David Bohm
  • La consapevolezza deriva e dipende dalla struttura olografica, proposta da Karl Pribram

Il paradigma in questione postula che le teorie basate su strutture olografiche possono portare a leggi e comprensioni unificate della coscienza e dell’universo.

A mio parere, uno dei punti principali di questo paradigma riguarda la memoria.
La memoria, la coscienza e la consapevolezza, non sono immagazzinate in “pezzi” separati dell’universo. Ovvero non sembrano essere digitali e “atomiche”, nel senso che l’informazione non può essere del tutto cancellata e, soprattutto, non può essere cancellata per parti ben definite.

Molti esperimenti scientifici hanno evidenziato che qualunque pattern di memoria, come ad esempio i cromosomi, il DNA, l’RNA, la mente umana ed animale, le proprietà chimiche, i loro stati e le loro precise catene reattive e di consolidamento, le leggi fisiche con un senso temporale, sono simili ed esprimibili come una serie di fronti d’onda che permeano il tutto interagendovi.

Così, ciò che noi pensiamo essere il mondo, nel senso di “mondo reale”, è quasi certamente un’illusione.
Non ci sono cose “solide”, non esiste un vero e proprio spazio tri o quadridimensionale, né esiste il tempo (Il Buddhismo Zen ne ha una intuizione felicissima).

C’è quindi un tutto senza parti distinte, formato da infinite onde (o stringhe se vi piace più quest’altro termine) o di “cose” che giocano insieme, in una serie dinamica di movimenti e trasformazioni connaturate a questo eterno presente che cambia.

Così, il nostro corpo, la nostra mente e la nostra consapevolezza altro non sono che riflessi, immagini e ologrammi del vero mondo reale; un mondo oltre i nostri occhi che noi possiamo solo immaginare e teorizzare senza poterlo sperimentare sensibilmente in modo diretto.

Certo è che l’idea sembra alquanto pazza e stravagante.
Noi viviamo, siamo fatti di e sperimentiamo un livello illusorio della realtà effettiva.
Però gli ultimi esperimenti in fisica avanzata e le migliori idee candidate come teorie del tutto convergono tutte verso questa stupefacente visione.

C’è anche da dire che qualche autore semplifica questa idea suggerendo che stiamo vivendo in qualcosa di simile al mondo virtuale di Matrix (cioè la simulazione di un computer “universale”). Ma il mondo reale, almeno questo è il mio parere, è probabimente qualcosa di un po’ più vasto e meravigliosamente più semplice ed elegante.

Il Tao e lo Zen, suggeriscono, più saggiamente, che siamo solo delle specie di “interferenze” date dalle creste delle “onde” di questo oceano che chiamiamo Cosmo.
Se preferite, siamo dei pattern capaci di vedersi nello specchio con consapevolezza; insomma, una immagine che si vede e comprende se stessa guardando in un’altra immagine.

Il Tao, in particolare, dice che in fondo soltanto il tutto é l’unica cosa davvero importante e interessante.
Il cosmo, l’universo o tutto quanto (o dio se siete religiosi), è in fin dei conti immaginabile come una specie di coppa piena di potenza/energia/forza (se siete dei fisici sceglierete “energia”) che muta costantemente nel presente.
E’ importante ribadire il concetto di presente, in cui questi mutamenti avvengono costantemente, un dono (lo dice la parola stessa) che non ha tempo né bisogno di tempo.
Ecco che non c’è passato e futuro, in quanto sono altre immagini, altre illusioni, così come dice Buddha e la filosofia zen più in generale.

Per dirla scientificamente: siamo (il tutto, noi compresi) un oceano di onde/stringhe/brane interagenti, dai cui innumerevoli fronti di interferenza emergono livelli e livelli di immagini che se autocoscienti si sperimentano come sub-realtà.

Confinati in una di queste particolari sub-realtà, facciamo parte di un dono infinitamente più grande che ancora stentiamo a immaginare.

Dino Olivieri

Impermanenza e Attaccamento

Posted By Sensei on maggio 27th, 2010

Noi siamo il Tutto / We are the Whole

Noi siamo il Tutto

Ognuno di noi soffre.
Soffriamo a causa del nostro attaccamento a cose, idee e beni materiali che nulla hanno a che fare con la nostra vera essenza.

Nulla oltre la vera consapevolezza dell’io appartenente al tutto può dare vera felicità.
Nulla oltre l’amore universale che ne scaturisce può dare vera serenità d’animo.

Tutto ciò che possiedi è un fardello, se ti è utile vivilo comunque con distacco.
Tutto il denaro che hai è illusione di valore, perchè nulla ha più valore della consapevolezza e dell’illuminazione.

Quindi di fronte alla cattiveria umana, alla violenza, all’odio, alla rabbia, all’ignoranza, al desiderio, all’invidia e ogni sentimento ed emozione negativa che alberga in te e ti circonda, distaccati con compassione.

Osserva con compassionevole distacco che ogni cosa è impermanente, la tua casa, il tuo nemico, la tua stessa sofferenza.
Così perderai l’attaccamento alle cose dannose e inutili per il tuo cammino verso l’illuminazione e diventerai un Buddha.

Dino Olivieri

Il Tutto e la Consapevolezza

Posted By Sensei on maggio 13th, 2009

“Siamo già tutto quel che cerchiamo disperatamente.
Siamo tutto, tranne esserne consapevoli.”
Dino Olivieri