Cosa useresti per estinguere un rogo? Acqua o ancora più fuoco?
Così, è solo l’amore che può estinguere l’odio.
(Dino Olivieri)
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Guida manuale alla Meditazione Zazen Aumentata passo passo
Cosa serve:
- un luogo all’aperto nel verde o al chiuso tranquillo e silenzioso
- un piccolo cuscino o uno zafu (cuscino tondo e rigido per meditazione) o in alternativa una sedia con lo schienale dritto

Zafu (座蒲 in Japanese or 蒲团 in Chinese)
- abbigliamento comodo e se possibile in fibre naturali
- togliere le scarpe e (se non fa troppo freddo) i calzini
A questo punto si può cominciare con la Meditazione Zazen Aumentata:
(continua…)
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cammino sulla non-via
senza abbandonare i miei
affari di persona comune.
I mutamenti e
il nome-e-forma,
sono tutti fiori nel cielo.
Senza nome e senza forma
vi lascio la nascita e la morte.
P’ang Layman (740-808)
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Comprendendo ciò,
vai al di là della sofferenza.
Questo è il cammino della purezza.
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Un buon insegnante è meglio di mille libri sacri.
I libri contengono parole, e il Chan (lo Zen) non può essere trasmesso solo con mere parole.
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non vedono nessun Dharma nelle azioni quotidiane.
Essi non hanno ancora scoperto che
non ci sono azioni quotidiane fuori dal Dharma.
Dogen
Nota: Dharma è la Legge Cosmica
“Ah sì?” Hakuin Ekaku Zenji
Il maestro Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari.
Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mando’ i genitori su tutte le furie.
La ragazza non voleva confessare chi fosse l’uomo, ma quando non ne pote’ piu’ di tutte quelle insistenze, fini col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro, lo insultarono e gli imposero di mantenere la ragazza e il bambino.
“Ah sì?” disse lui come tutta risposta.
Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin.
Ormai il monaco aveva perso la propria reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupo’ del bambino e della giovane con grande sollecitudine.
Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Si mise inoltre a intrecciare un maggior numero di stuoie per poter mantenere i due nuovi venuti.
Dopo un anno la giovane - annoiata di vivere con Hakuin - non resitette piu’, si pentì e disse ai genitori la verita’: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza, cosi come anche i vicini, andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino e la giovane.
Hakuin non fece obiezioni.
Nel cedere il bambino, tutto quello che disse fu: “Ah si?”.
I Movimenti ZENTAO - mappa originale disegnata a mano - Dino Olivieri
Dieci passi verso l’illuminazione
Compirò il primo passo provando compassione per ogni essere vivente.
Muoverò il secondo passo non causando più male o danno all’universo.
Compiendo il terzo passo mi libererò dai tre veleni della mente: l’illusione, il desiderio e la rabbia.
Con il quarto passo inizierò a discernere meglio ciò che è veramente giusto e ciò che è veramente sbagliato.
Il quinto passo mi insegnerà che ogni dicotomia è falsa e vuota. Il bene e il male, l’io e il mondo esterno, il bianco e il nero, sono tutte astrazioni della mente.
Il sesto passo mi allontanerà dalla bramosia e dalla avidità portandomi verso la generosità, il senso di giustizia e la creatività vitale.
Con il settimo passo dimenticherò l’egoismo, l’orgoglio e la falsa umiltà per agire con vero onore e perenne generosità.
L’ottavo passo mi insegnerà che la felicità è il dinamico mantenimento di un equilibrio, con amorevole distacco.
Il nono passo mi insegnerà a cancellare la sofferenza personale con il non attaccamento e ad alleviare la sofferenza del prossimo con un profondo amore sincero e disinteressato.
Il decimo passo mi riunirà al tutto, per farmi rinascere ancora sulla via della perfezione, una via senza inizio né fine.
Qui ricomincerò a camminare per altri dieci passi, perfezionandoli sempre più, per raggiungere qui, nell’eterno presente che cambia, l’illuminazione.
(libero adattamento del “Voto dei 10 passi” dei seguaci del Ch’an Tao Chia)
Il Paradigma Olografico e lo Zen Tao
Molti scienziati hanno esplorato i punti comuni tra la fisica e le filosofie orientali, in special modo il Taoismo e il Buddhismo Zen.
A tal proposito, Fritjof Capra ha scritto un interessante libro che può essere un riferimento per maggiori approfondimenti e altri spunti bibliografici: Il Tao della Fisica: Una esplorazione dei paralleli tra la fisica moderna e le filosofie orientali..
Una delle idee principali proposte da questo libro è il cosiddetto “Paradigma Olografico”.
Il paradigma olografico è una teoria basata sul lavoro di David Bohm e Karl Pribram e estrapolata da due idee basilari:
- L’universo è in qualche modo una struttura olografica, proposta da David Bohm
- La consapevolezza deriva e dipende dalla struttura olografica, proposta da Karl Pribram
Il paradigma in questione postula che le teorie basate su strutture olografiche possono portare a leggi e comprensioni unificate della coscienza e dell’universo.
A mio parere, uno dei punti principali di questo paradigma riguarda la memoria.
La memoria, la coscienza e la consapevolezza, non sono immagazzinate in “pezzi” separati dell’universo. Ovvero non sembrano essere digitali e “atomiche”, nel senso che l’informazione non può essere del tutto cancellata e, soprattutto, non può essere cancellata per parti ben definite.
Molti esperimenti scientifici hanno evidenziato che qualunque pattern di memoria, come ad esempio i cromosomi, il DNA, l’RNA, la mente umana ed animale, le proprietà chimiche, i loro stati e le loro precise catene reattive e di consolidamento, le leggi fisiche con un senso temporale, sono simili ed esprimibili come una serie di fronti d’onda che permeano il tutto interagendovi.
Così, ciò che noi pensiamo essere il mondo, nel senso di “mondo reale”, è quasi certamente un’illusione.
Non ci sono cose “solide”, non esiste un vero e proprio spazio tri o quadridimensionale, né esiste il tempo (Il Buddhismo Zen ne ha una intuizione felicissima).
C’è quindi un tutto senza parti distinte, formato da infinite onde (o stringhe se vi piace più quest’altro termine) o di “cose” che giocano insieme, in una serie dinamica di movimenti e trasformazioni connaturate a questo eterno presente che cambia.
Così, il nostro corpo, la nostra mente e la nostra consapevolezza altro non sono che riflessi, immagini e ologrammi del vero mondo reale; un mondo oltre i nostri occhi che noi possiamo solo immaginare e teorizzare senza poterlo sperimentare sensibilmente in modo diretto.
Certo è che l’idea sembra alquanto pazza e stravagante.
Noi viviamo, siamo fatti di e sperimentiamo un livello illusorio della realtà effettiva.
Però gli ultimi esperimenti in fisica avanzata e le migliori idee candidate come teorie del tutto convergono tutte verso questa stupefacente visione.
C’è anche da dire che qualche autore semplifica questa idea suggerendo che stiamo vivendo in qualcosa di simile al mondo virtuale di Matrix (cioè la simulazione di un computer “universale”). Ma il mondo reale, almeno questo è il mio parere, è probabimente qualcosa di un po’ più vasto e meravigliosamente più semplice ed elegante.
Il Tao e lo Zen, suggeriscono, più saggiamente, che siamo solo delle specie di “interferenze” date dalle creste delle “onde” di questo oceano che chiamiamo Cosmo.
Se preferite, siamo dei pattern capaci di vedersi nello specchio con consapevolezza; insomma, una immagine che si vede e comprende se stessa guardando in un’altra immagine.
Il Tao, in particolare, dice che in fondo soltanto il tutto é l’unica cosa davvero importante e interessante.
Il cosmo, l’universo o tutto quanto (o dio se siete religiosi), è in fin dei conti immaginabile come una specie di coppa piena di potenza/energia/forza (se siete dei fisici sceglierete “energia”) che muta costantemente nel presente.
E’ importante ribadire il concetto di presente, in cui questi mutamenti avvengono costantemente, un dono (lo dice la parola stessa) che non ha tempo né bisogno di tempo.
Ecco che non c’è passato e futuro, in quanto sono altre immagini, altre illusioni, così come dice Buddha e la filosofia zen più in generale.
Per dirla scientificamente: siamo (il tutto, noi compresi) un oceano di onde/stringhe/brane interagenti, dai cui innumerevoli fronti di interferenza emergono livelli e livelli di immagini che se autocoscienti si sperimentano come sub-realtà.
Confinati in una di queste particolari sub-realtà, facciamo parte di un dono infinitamente più grande che ancora stentiamo a immaginare.
Dino Olivieri






