Ansia – Tecniche per combatterla

Lo stile di vita umano (di sempre, non solo quello moderno) purtroppo è quanto di più lontano si possa immaginare per una vita salubre, rilassata e serena. Questo problema genera l’ansia, un campanello d’allarme.
La pressione della società sull’individuo è insostenibile e il modello competitivo del modello di “vita” capitalistico è senza mezzi termini disumano e irrispettoso del meraviglioso dono della vita.
Uno dei principali problemi è legato al fatto che tutto viene squalificato come oggetto, merce, comprese persone, animali, piante, sentimenti, idee; l’amore stesso è trattato come cosa da possedere.
Sin dall’infanzia ogni individuo è (male) “educato” (o dovremmo dire costretto) a riconoscersi in un ego illusorio e gonfio di nomi, idee, concetti, obiettivi che nulla hanno a che fare con il suo vero essere e le sue genuine inclinazioni.
Questa cattiva educazione porta alla pazzia – ebbene sì, siamo tutti chi più chi meno dei malati mentali, pieni di ossessioni, ciechi al presente, costantemente proiettati in mondi illusori e incapaci di gustare e vivere il dono del presente.
Il mercato ci cresce come consumatori compulsivi, ci vengono inculcate fedi, appartenenze psicologiche e superstizioni di ogni genere, e insieme all’ambiente inquinato e insalubre tutto ciò ci penalizza fortemente sul piano fisico e mentale.

Chi ha gli occhi aperti sul reale non ha problemi a constatare che la propria condizione insieme a quella degli altri cosiddetti “normali” è una condizione psico-fisica insalubre, malata, patologica. Con un’unica differenza: c’è chi vede questo male e comprende l’assoluta necessità di doverne guarire e chi invece è talmente avvelenato da non riuscire nemmeno ad aprire gli occhi per rendersene conto.

Nelle ultime generazioni l’ansietà, le crisi di panico, le sindromi depressive sono cresciute in modo preoccupante, così come si evince dalla diffusione crescente di costosi farmaci anti-depressivi e anti-ansia prodotti dalle multinazionali della chimica.
Solamente negli ultimi 10 anni le prescrizioni e l’uso di farmaci antidepressivi in Europa e in America del Nord sono triplicati, mentre se si prende come riferimento gli ultimi 30 anni, vediamo un fattore pari almeno 5, 6 volte tanto.
A questo si accompagna anche un incremento di numerose sindromi collegate come quelle vagamente conosciute sotto il nome di stanchezza cronica.
Siamo tutti malati di stanchezza cronica, una stanchezza ancor prima mentale che fisica, una stanchezza insanabile con il sonno, spesso minato da vari disturbi, anch’essi mal curati con altri farmaci, una stanchezza simile a quella di un motore esausto, fatto girare a regimi troppo alti per troppo tempo.
Ci ritroviamo sempre più spesso spossati e apatici e senza una spiegazione plausibile circa la causa di questo nostro profondo malessere.

Fatta questa premessa possiamo intanto chiarire una domanda cruciale.

Perché siamo ansiosi e depressi?

La risposta è semplice e si trova tutta dentro di noi.
Perché abbiamo una errata concezione di noi stessi.
La causa non è nel capo che ci tormenta, non è nella compagna che ci ha lasciato, non è nell’esiguo stipendio che prendiamo, non è nel professore che temiamo ci boccerà ancora, non è nel fine mese, ma solo e unicamente nel come ci poniamo di fronte a tutti questi episodi della vita, ovvero a come mettiamo in relazione noi stessi con il mondo.
Il problema è dunque dentro di noi; la fonte dell’ansia, della paura, della rabbia è solo unicamente dentro di noi, e non è risolvibile se prima non apriamo gli occhi e guardiamo in faccio al nostro vero sé.

Presa consapevolezza del problema ora possiamo tentare di rispondere alla seconda domanda.

Cosa posso fare per non provare più ansia, paura e per non sentirmi più così a terra?

Non c’è una singola magica azione da compiere, ma moltissime ognuna delle quali efficace se eseguita in un concerto di azioni mirate a cambiare radicalmente il proprio modo di pensare e di vivere fisicamente.

La prima regola è imparare da zero cos’è il vero amore, l’Amore con la A maiuscola appunto.
E perché serve saper amare veramente per smettere di avere paura?
Perché chi non è in grado di amare veramente, non è in grado di amare veramente niente, cioè nemmeno la propria persona.

L’Amore non è quello romantico, quello dei pazzi gelosi, non è sesso, non è quello per gli animali domestici perché quei tipi d’amore contemplano “oggetti” da “possedere”, non esseri senzienti o espressioni dell’universo da Amare veramente.

Quindi cos’è l’Amore?

Intanto l’Amore non è desiderio, non è possesso, non è nulla che possa generare sofferenza in noi, negli altri, nell’universo. Uno dei fondamenti universali è:

“Se provoca sofferenza, non è Amore”

L’Amore quindi è un sentimento insieme di generosità e gratitudine, di accettazione empatica, di azione o non-azione affinché prevalga la felicità dell’altro, dell’universo, senza voler niente in cambio. l’Amore è la gioia di partecipare alla felicità che si irradia e di vivere il presente per coltivarla.

Quindi è importante reimparare le parole e i gesti.
E’ importante meditare sulla vera natura dell’amore.

Consapevolezza: è molto importante prendersi del tempo per leggere alcuni scritti di grande saggezza e meditare su di essi. Uno scritto molto importante e consigliabile da cui partire è certamente il Dhammapada, gli altri dopo verranno da sé.

Ma ricordarsi sempre di agire su queste cose: meditazione, respiro, alimentazione, rilassamento, socialità, combattere i veleni della mente.

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