Il suono del presente

A volte mi soffermo a guardare le foglie degli alberi mosse dal vento, o gli insetti brulicare, i bambini giocare e i vecchi della bocciofila seduti all’ombra.
Camminare in pausa pranzo è per un me ogni giorno un piccolo viaggio irrinunciabile.
Oggi passeggiando nel mercato c’erano tanti odori, buoni e meno buoni, ma la frutta che ho comprato da un vecchio contadino era buona e succosa e il suo sorriso mi ha aperto gli occhi e la bocca in un sorriso ancor più grande.
E poi mille lingue a me sconosciute e mille rumori, gli infiniti incessabili mutamenti del mondo.
Capisco una briciola di tutto e l’immenso resto mi passa addosso come brezza sulla pelle sudata.
In tutto questo, quando la sofferenza scompare, sento come un suono.
E’ come il battere di un cuore gigante.
Lo sentite anche voi questo cuore gigante che batte?
E’ un suono nascosto, come quello che senti nel ventre di una grande nave,
un suono sempre presente.
Mi piace pensare che è il suono del presente

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