Dhammapada – Capitolo XV – La Gioia

197. Vivi nella gioia, vivi nell’amore,
libero dall’odio
anche fra coloro che odiano.

198. Respira nella gioia, respira nella salute,
libero dalla malattia
anche fra coloro che sono malati.

199. Vivi nella gioia, vivi nella serenità,
libero dall’ansia
anche fra coloro che sono ansiosi.

200. Fiorisci nella gioia,
vivi senza possedere nulla,
nutrendoti di gioia
come gli dei risplendenti.

201. La vittoria si lascia dietro
una scia di odio,
perché il vinto soffre.
Abbandona ogni pensiero di vittoria e sconfitta
e vivi nella pace e nella gioia.

202. Non c’è fuoco come la passione,
non c’è malattia come l’odio,
non c’è dolore come l’esistere nella separazione,
non c’è gioia come la pace.

203. L’avidità è il massimo dei mali,
il desiderio è la massima sofferenza.
L’estinzione di ogni desiderio
è la gioia più alta.

204. La salute è il massimo bene,
la semplicità è la più grande ricchezza,
la fiducia è la miglior compagna,
il nirvana è la gioia più alta.

205. Assapora la dolcezza della meditazione
nella solitudine e nella pace.
Bevi il nettare del dhamma
e liberati da ogni paura e attaccamento.

206. Gioioso è guardare il volto del Buddha,
gioioso è vivere in compagnia dei saggi.
Beato chi fugge la compagnia degli inconsapevoli.

207. Lungo e doloroso è viaggiare
in compagnia degli inconsapevoli,
come viaggiare con un nemico.
Gioioso è trovare nei saggi
la propria famiglia.

208. Perciò segui il cammino dei saggi,
dei risvegliati,
dei pazienti,
dei risplendenti,
di coloro che vivono nell’amore e nella virtù,
come la luna segue il cammino delle stelle.

La Gioia – Collegamenti Utili

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https://it.wikipedia.org/wiki/Dhammapada

La Gioia, ovvero la Felicità

La felicità è lo stato d’animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri.

L’etimologia fa derivare felicità da: felicitas, deriv. felix-icis, “felice”, la cui radice “fe-” significa abbondanza, ricchezza, prosperità.

La nozione di felicità intesa come condizione (più o meno stabile) di soddisfazione totale, occupa un posto di rilievo nelle dottrine morali dell’antichità classica, tanto è vero che si usa indicarle come dottrine etiche eudemonistiche (dal greco eudaimonìa) solitamente tradotto come “felicità”. Il termine non solo indica gioia ma l’accettazione del diverso e la tranquillità con gli altri.

Tale concezione varia, naturalmente, col variare della visione-concezione del mondo (Weltanschauung) e della vita su di esso.

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