Dhammapada – Capitolo XXIII – L’Elefante

326. Questa mia mente,
che un tempo vagava a suo piacimento
da un oggetto all’altro,
in balia di ogni capriccio e desiderio,
la dominerò ora
come il mahout guida l’elefante in calore
con la sua asta uncinata.

327. Sii consapevole, osserva i tuoi pensieri.
Sollevati dalla palude
come un elefante sprofondato nel fango.

328. Se incontri un compagno saggio e virtuoso,
condividi con lui il cammino
nella gioia e nella consapevolezza,
superando ogni ostacolo.

329. Ma, se non trovi un tale compagno,
piuttosto cammina solo,
come un re che ha rinunciato al proprio regno
o come un elefante nella foresta.

330. È meglio vivere soli
che in compagnia degli inconsapevoli.
Cammina solo, puro e senza desideri,
come un elefante nella foresta.

331. Felicità è avere amici quando se ne ha bisogno,
felicità è condividere la gioia,
felicità è avere ben vissuto al momento di morire,
felicità è trascendere la sofferenza.

332. Felice è la maternità in questo mondo,
felice è la paternità in questo mondo,
felice è la vita dell’asceta in questo mondo,
felice è la vita del bramino in questo mondo.

333. Felicità è vivere virtuosamente fino a tarda età,
felicità è una fede salda,
felicità è la conquista della saggezza,
felicità è evitare il male.

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