Dhammapada – Capitolo XXVI – Il Bramino (Arhat)

404. Sia fra i monaci
sia fra coloro che vivono nel mondo
resta nella sua solitudine.
I suoi bisogni sono pochi.

405. Non esercita la violenza
su alcuna creatura,
mobile o immobile,
non uccide e non causa la morte
di alcun essere.

406. Si muove amorevolmente
in mezzo all’ostilità,
pacificamente
fra coloro che agitano il bastone,
distaccato fra gli avidi.

407. In lui l’odio, le passioni,
l’orgoglio, l’invidia
sono caduti
come un seme di senape
cade dalla punta di un ago.

408. Le sue parole sono veritiere, ma non dure,
sono chiare, ma non offendono.

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